Tornerò dentro questa pioggia
che cade lenta
su tetti e giardini.

Così cadeva allora —
una primavera remota
che non sapeva restare.

Mi resta un odore di terra
e di foglie scure
nell’aria ferma della sera.

O giorno che fosti
così leggero tra le mani,
o passi perduti tra cancelli e strade
che il tempo ha sciolto.

Ora la pioggia insiste
sui rami chiari.

E in questo fruscio
si apre, lontano,
quel mattino di trent’anni fa

che ancora cammina
tra alberi giovani
e case silenziose

prima di perdersi
nella stessa acqua
che cade.