Oggi è il tuo compleanno —
lo so come si sanno
certe date che non chiedono memoria,
che tornano da sole
insieme alla stagione.

C’è una luce ferma
sui muri delle case,
quella di settembre che non scalda
ma resta.

Una volta, in questo giorno,
ci si trovava.
C’era sempre un tavolo,
un bicchiere riempito senza misura,
le tue mani che facevano segno
di non esagerare.

Adesso no.
Il tempo ha fatto il suo lavoro
senza rumore.

Tu da qualche parte
forse stai spegnendo una candela
o sorridendo a qualcuno
come si sorride agli amici nuovi
che non sanno niente.

Io passo
per queste strade uguali
alle altre.

Non dico il tuo nome.
Non serve.

È come certe case
in cui non si entra più
ma che continuano a stare lì,
dietro un cancello socchiuso,

con una luce accesa
in fondo al corridoio.