In me quest’ora resta
come un chiarore quieto
sui tavoli lasciati
alla finestra aperta
dove l’aria dell’estate
entra piano
tra tende leggere
e muri chiari.
Solo un passaggio d’ombre
sul pavimento,
un fruscìo lieve
di foglie nel cortile.
E lontano, appena,
un suono che si perde
tra tetti e giardini.
Così la sera discende
senza fretta
nelle stanze ancora tiepide —
e qualcosa di me
resta sospeso
in questo lento svanire
del giorno.