Questa quiete
che arriva certe sere
senza motivo,

non è pace —
piuttosto una sospensione
delle cose.

La strada sotto casa
continua a respirare piano,
una finestra si chiude,
qualcuno passa
senza lasciare traccia.

E tuttavia
c’è come un margine nuovo
nel tempo,

uno spazio
in cui non accade niente
ma proprio per questo
si avverte

quanto poco basti
perché tutto torni
a muoversi.

Resto fermo allora,
quasi in ascolto
di qualcosa che non viene.

Come chi aspetta
non un evento,
ma il minimo segno
che il mondo
sta ancora pensando a noi.