Recensioni, note, deliri sparsi, e altre varie ossessioni
In questo sito sono raccolti articoli, recensioni e testi di vario genere scritti negli ultimi quindici anni.
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Ultimi articoli
MOSÈ IN SHEMOT: LA NASCITA DEL SOGGETTO CHE NON PADRONEGGIA LA PAROLA
Parashat Shemot, una delle sezioni più complesse e decisive della Torah, non mette in scena un eroe fondatore, ma la nascita problematica del soggetto chiamato a parlare. Mosè non è scelto perché forte, carismatico o capace di persuadere: è scelto proprio in quanto...
IL FRAINTENDIMENTO RINASCIMENTALE DELLA TORAH
Tra la fine del Quattrocento e il primo Cinquecento, il Rinascimento europeo sviluppò una fascinazione intensa e duratura per l’ebraismo, percepito come deposito di una sapienza originaria, anteriore al cristianesimo e, proprio per questo, ritenuta capace di rivelarne...
Vapors (1965) – Andy Milligan
Sì, proprio lui. Andy Milligan, il re indiscusso del cinema a bassissimo costo, autore di deliri feroci come Macellai e L’invasione degli ultratopi. Ma prima della furia exploitation, prima del sangue e delle deformità, c’è Vapors: il suo primo lungometraggio,...
SEMEYAZA E AZAZEL: DESIDERIO, LEGGE E TRAUMA. UNA LETTURA LACANIANA
Nel Libro di Enoch, testo ebraico apocrifo di straordinaria densità simbolica, compaiono due figure che non appartengono alla demonologia popolare ma a una vera e propria topologia del soggetto: Semeyaza e Azazel. Letti in chiave lacaniana, non parlano di angeli...
DAVID E GOLYATH: L’IO SENZA MANCANZA. UNA LETTURA LACANIANA
Nel racconto biblico di 1 Samuele 17, la figura di Golyath si sottrae con decisione a ogni lettura edificante o moralistica, per imporsi invece come una vera e propria configurazione strutturale del soggetto, una messa in scena dell’Io nel momento in cui, saturandosi...
The Master (2012) – Paul Thomas Anderson
The Master di Paul Thomas Anderson non è un film sul potere, né sulla setta, né sull’America postbellica, se non in modo obliquo, incidentale: è piuttosto la messa in scena di un legame patologico che si struttura come una reciproca dipendenza asimmetrica, una...
Oliver Twist (1948) – David Lean
Oliver Twist (1948) di David Lean è un film liminare. In apparenza, un classico adattamento dickensiano. In realtà, un’opera attraversata da tensioni profonde. Guarda al passato, ma lavora contro la propria compostezza. Incrina l’ordine. Restituisce una visione cupa,...
Il servo di scena (The Dresser) 2015 – Richard Eyre
Il servo di scena (The Dresser), nella versione televisiva prodotta dalla BBC nel 2015, si impone come un’opera di straordinaria densità drammatica e concettuale, capace non soltanto di rendere giustizia al testo teatrale di Ronald Harwood, scritto nel 1979 e...
TRA ELLENISMO E TORAH. NOTE SU SANSONE
Sansone (Shimshon) è forse il personaggio più “ellenico” di tutta la Torah. Eroe muscolare, solitario, passionale, dominato da forze interiori che lo eccedono, egli appare tragico fin da subito, prima ancora della caduta. A differenza degli altri Giudici, Sansone è...
Rattus Norvegicus (1977) – Stranglars
Rattus Norvegicus (1977) si impone come uno dei debutti più anomali del punk britannico, proprio perché gli Stranglers, formatisi prima dell’esplosione del movimento e temprati più nei pub che nelle avanguardie antagoniste, rifiutano qualsiasi adesione programmatica...
Il Teatro di Sabbath – Philip Roth
Nel Teatro di Sabbath Roth costruisce un romanzo in cui l’oscenità, lungi dall’essere mero scandalo, si configura come una lente rabbiosamente lucida attraverso cui far emergere l’infrangersi dell’Io moderno, e lo fa creando in Mickey Sabbath non un personaggio ma un...
L’INGANNO COME STRUTTURA DEL DESIDERIO TRA IMMAGINE, RIMOSSO E GENEALOGIA: RACHEL E LEAH
In Parashat Vayetzei (Torah), là dove si inaugura il tempo dell’esilio e delle relazioni attraversate dall’asimmetria del desiderio, Giacobbe fugge, sogna una scala di angeli, ama Rachel e sposa Leah, inscrivendo già nel proprio destino la frattura tra ciò che si...
In Focus – Arthur Miller
In Focus, Arthur Miller affida a una vicenda minima, un uomo qualunque scambiato per ebreo a causa di un insignificante paio di occhiali, il compito di dischiudere una verità implacabile: l’identità, nella modernità, è meno ciò che si è che ciò che lo sguardo...
Il processo (1962) – Orson Welles
Il processo (1962) di Orson Welles è forse il film più paradossale della sua opera: un adattamento allo spirito di Franz Kafka che, proprio per questo, sembra tradire in superficie tutto ciò che siamo abituati a chiamare “wellesiano”.È un film senza centro, senza...
L’IDENTITÀ COME FERITA: UNA LETTURA DI VAYISHLACH
Nella parashà di Vayishlach Ya‘aqov torna verso il passato che aveva evitato: affronta l’incontro con Eisav, lotta di notte con un misterioso avversario, riceve un nome nuovo e rimane zoppicante. L’abbraccio con Eisav avviene, ma non riscrive nulla. La violenza...
The Addiction – Vampiri a New York (1995) – Abel Ferrara
The Addiction – Vampiri a New York (1995), di Abel Ferrara, è un horror solo nominalmente. In realtà è un film sul male come pratica quotidiana, sulla colpa come stato di fatto, non come eccezione. Il vampirismo funziona come metafora della dipendenza: non c’è...
Voglio la testa di García (1974) – Sam Peckinpah
Voglio la testa di García (1974), diretto da Sam Peckinpah, rappresenta uno dei vertici del cosiddetto tardo western contemporaneo, benché il film si collochi deliberatamente ai margini del genere, fino a dissolverlo. Peckinpah, nel suo periodo più estremo, ...
Salto mortale – Luigi Malerba
Salto mortale (1968) di Luigi Malerba è uno dei testi radicali e dimenticati della narrativa italiana del secondo Novecento. L’incipit sembra promettere il più codificato dei generi: camminando in un prato di periferia romana, Giuseppe, venditore di metalli, uomo...
Un sogno americano – Norman Mailer
Pubblicato nel 1965. Un viaggio dentro una notte che non finisce: Stephen Rojack attraversa trentadue ore di deviazioni brutali, seduzioni ambigue, gesti senza ritorno. New York gli si spalanca davanti come una gola buia, una città sfiatata, dove il mito dell’America...
Arancia meccanica (1971) – Stanley Kubrick.
Arancia meccanica si impone come una delle architetture filmiche più disturbanti del secondo Novecento, non per la violenza che espone, ma per il rigore con cui la incide nella forma stessa del racconto: Kubrick trasforma Burgess in un laboratorio linguistico e...
IL (SECONDO) INCREDIBILE PIANO SEQUENZA NASCOSTO NELL’INFERNALE QUINLAN.
Nel cuore de L’infernale Quinlan c’è un piano-sequenza meno celebre dell’incipit ma forse ancor più decisivo: la lunga scena dell’interrogatorio di Sanchez nel commissariato, dove Welles concentra non solo la tensione drammatica, ma la propria idea di cinema come...




















