Recensioni, note, deliri sparsi, e altre varie ossessioni
In questo sito sono raccolti articoli, recensioni e testi di vario genere scritti negli ultimi quindici anni.
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Ultimi articoli
L’INGANNO COME STRUTTURA DEL DESIDERIO TRA IMMAGINE, RIMOSSO E GENEALOGIA: RACHEL E LEAH
In Parashat Vayetzei (Torah), là dove si inaugura il tempo dell’esilio e delle relazioni attraversate dall’asimmetria del desiderio, Giacobbe fugge, sogna una scala di angeli, ama Rachel e sposa Leah, inscrivendo già nel proprio destino la frattura tra ciò che si...
In Focus – Arthur Miller
In Focus, Arthur Miller affida a una vicenda minima, un uomo qualunque scambiato per ebreo a causa di un insignificante paio di occhiali, il compito di dischiudere una verità implacabile: l’identità, nella modernità, è meno ciò che si è che ciò che lo sguardo...
Il processo (1962) – Orson Welles
Il processo (1962) di Orson Welles è forse il film più paradossale della sua opera: un adattamento allo spirito di Franz Kafka che, proprio per questo, sembra tradire in superficie tutto ciò che siamo abituati a chiamare “wellesiano”.È un film senza centro, senza...
L’IDENTITÀ COME FERITA: UNA LETTURA DI VAYISHLACH
Nella parashà di Vayishlach Ya‘aqov torna verso il passato che aveva evitato: affronta l’incontro con Eisav, lotta di notte con un misterioso avversario, riceve un nome nuovo e rimane zoppicante. L’abbraccio con Eisav avviene, ma non riscrive nulla. La violenza...
The Addiction – Vampiri a New York (1995) – Abel Ferrara
The Addiction – Vampiri a New York (1995), di Abel Ferrara, è un horror solo nominalmente. In realtà è un film sul male come pratica quotidiana, sulla colpa come stato di fatto, non come eccezione. Il vampirismo funziona come metafora della dipendenza: non c’è...
Voglio la testa di García (1974) – Sam Peckinpah
Voglio la testa di García (1974), diretto da Sam Peckinpah, rappresenta uno dei vertici del cosiddetto tardo western contemporaneo, benché il film si collochi deliberatamente ai margini del genere, fino a dissolverlo. Peckinpah, nel suo periodo più estremo, ...
Salto mortale – Luigi Malerba
Salto mortale (1968) di Luigi Malerba è uno dei testi radicali e dimenticati della narrativa italiana del secondo Novecento. L’incipit sembra promettere il più codificato dei generi: camminando in un prato di periferia romana, Giuseppe, venditore di metalli, uomo...
Un sogno americano – Norman Mailer
Pubblicato nel 1965. Un viaggio dentro una notte che non finisce: Stephen Rojack attraversa trentadue ore di deviazioni brutali, seduzioni ambigue, gesti senza ritorno. New York gli si spalanca davanti come una gola buia, una città sfiatata, dove il mito dell’America...
Arancia meccanica (1971) – Stanley Kubrick.
Arancia meccanica si impone come una delle architetture filmiche più disturbanti del secondo Novecento, non per la violenza che espone, ma per il rigore con cui la incide nella forma stessa del racconto: Kubrick trasforma Burgess in un laboratorio linguistico e...
IL (SECONDO) INCREDIBILE PIANO SEQUENZA NASCOSTO NELL’INFERNALE QUINLAN.
Nel cuore de L’infernale Quinlan c’è un piano-sequenza meno celebre dell’incipit ma forse ancor più decisivo: la lunga scena dell’interrogatorio di Sanchez nel commissariato, dove Welles concentra non solo la tensione drammatica, ma la propria idea di cinema come...
Infernale Quinlan (1958) – Orson Welles
“L’infernale Quinlan” nasce nel 1957 quasi per caso: Welles viene assunto come attore, ma Heston convince la Universal ad affidargli la regia. Gli mettono in mano un noir di confine, budget ridotto e fiducia minima. Welles trasforma quel materiale in un esperimento...
Oplepiana – dizionario di letteratura potenziale
Libro curioso per lettori curiosi, costruito come un vero e proprio dizionario di giochi letterari che raccoglie i contributi degli autori italiani più attivi nell’Oplepo (Opificio di Letteratura Potenziale). L’organizzazione alfabetica non è un mero espediente...
Il nastro bianco ( 2009) – Michael Haneke
Il nastro bianco (Das weiße Band, 2009) rappresenta probabilmente l’esito più compiuto del cinema di Michael Haneke: film rigoroso, gelido, costruito su un bianco e nero tagliente che, lungi dal cercare il prestigio estetico, funziona come grammatica morale. La messa...
FIVE LEAVES LEFT (1969) – NICK DRAKE
Five Leaves Left, pubblicato nel 1969, nasce già come oggetto anacronistico: un debutto che sembra ignorare del tutto la scena musicale da cui proviene, sottraendosi tanto all'ubriacatura elettrica del post-Beatles quanto alle prime derive psichedeliche inglesi....
L’australiano (1978) – Jerzy Skolimowski
L’australiano (The Shout), diretto da Jerzy Skolimowski nel 1978, è un thriller metafisico di potenza rara: suggestivo, disturbante, attraversato da atmosfere rarefatte e sospese, visionario nelle immagini e nel mood che inocula un’inquietudine panica costante....
GIACOBBE E ESAU: LA BENEDIZIONE RUBATA E IL VOLTO CHE EMERGE. UNA LETTURA PSICOANALITICA
La parashà Toldot si presenta come un sistema di tensioni incrociate: una gravidanza attraversata da forze opposte, due fratelli che incarnano modalità divergenti dell’esistenza: l’impulso immediato e la densità del significato, e una famiglia in cui la trasmissione...
LA SCRITTURA E IL TEMPO TRATTENUTO. Una prospettiva ebraica.
Nell’ebraismo, più che in ogni altra tradizione, la scrittura non è mai mero deposito, ma tensione costante tra preservazione e riattivazione, tra fissazione del senso e la sua inesauribile apertura. Scrivere significa, da subito, confrontarsi con un tempo che si...
Cani arrabbiati (1974) – Mario Bava
Cani arrabbiati è un film thriller/noir italiano del 1974, diretto da Mario Bava. Film "maledetto" e circondato da un'aurea mitologica (complice la sua invisibilità a causa del fallimento al momento dell uscita del produttore Layola). Mario Bava firma un canicolare...
Veronika Voss (1982) – Rainer Werner Fassbinder
Veronika Voss (Die Sehnsucht der Veronika Voss, 1982), diretto da Rainer Werner Fassbinder, è il suo penultimo film e l’ultimo grande ritratto femminile. Conclude idealmente il percorso del regista nell’analisi della borghesia tedesca, trasformandola in una spietata e...
COULDRON (1967) – FIFTY FOOT HOSE
Fifty Foot Hose, di San Francisco il cui unico album, “Cauldron” del 1967 è un vulcano di suggestione dentro il quale il bassista Louis Marcheschi, i coniugi Blossom (lei voce, lui chitarra) si divertirono a mescolare influenze fra le più disparate, garage, tanta...
UN’ESTETICA DELL’ALTROVE: FOTOGRAFI EBREI E L’AMBIGUITÀ DELLO SGUARDO
Esiste uno sguardo ebraico nella fotografia contemporanea? Un modo specifico di guardare, che porti con sé la memoria della diaspora, dell’esilio, del nascondimento? Robert Frank, Diane Arbus, William Klein, Richard Avedon, Weegee (Ascher Fellig), Helmut Newton, Man...




















