In Homicide del 1991, David Mamet utilizza la forma del noir investigativo per mettere in scena, con straordinaria ambiguità teorica, una crisi dell’identità ebraica. La trama, in apparenza lineare, ruota attorno al detective Bobby Gold, interpretato da Joe Mantegna, poliziotto brillante e perfettamente integrato nella macchina razionale della giustizia americana, incaricato di indagare sull’omicidio di una donna anziana, ebrea, uccisa in modo apparentemente privo di movente. L’inchiesta, che sembra inizialmente orientata verso una pista marginale e razziale, si biforca progressivamente quando Gold entra in contatto con un gruppo ebraico clandestino, ideologicamente radicale, che gli propone una diversa lettura del delitto e, soprattutto, una diversa interpretazione del mondo.
Da questo punto in avanti il film smette di funzionare come racconto di ricerca della verità e diventa un dilemma etico sulla dislocazione identitaria: l’indagine non chiarisce i fatti, ma corrode le categorie stesse con cui Gold è abituato a pensarli.
Mamet costruisce così un percorso in cui l’ebraismo non è recupero di radici, né riscoperta culturale, ma esperienza perturbante di una appartenenza che eccede il soggetto e ne incrina la pretesa neutralità morale.
L’ebraicità sotterranea che il protagonista incontra, politicamente spigolosa, attraversata da una memoria ossessiva della persecuzione e da una concezione tragica della storia, non viene proposta come alternativa eticamente superiore, ma come campo di tensione irriducibile, davanti al quale l’universalismo giuridico della modernità appare improvvisamente fragile.
In Homicide l’identità ebraica non opera come principio di riconciliazione, ma come forza di attrito: non restituisce al protagonista un centro, bensì lo espone alla scoperta più destabilizzante, cioè che la sua posizione nel mondo, di poliziotto, di cittadino, di uomo “razionale”, è sempre già situata dentro una storia di vulnerabilità e di sospetto che nessuna procedura, nessuna etica professionale, nessun linguaggio della legge riesce davvero a neutralizzare.
 
David Pacifici